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7 agosto 2026

Rassegna scientifica

Power Green: cosa dice la letteratura scientifica sui suoi componenti

Power Green è un concime organo-minerale NPK 7-12-7 arricchito con microelementi chelati, alghe marine e acidi umici da vermicompost. La composizione unisce macroelementi ad alto tenore di fosforo, con azoto e potassio in egual misura, a sei microelementi — boro, rame, ferro, manganese, molibdeno e zinco — quattro dei quali, rame, ferro, manganese e zinco, presenti anche in forma chelata con EDTA, oltre a un apporto di carbonio organico e acidi umici estratti dal vermicompost Fertek. In etichetta il prodotto è indicato per stimolare una fioritura più omogenea e uniforme e per favorire l’accrescimento e la maturazione dei frutti. Cosa dice la letteratura scientifica sui singoli componenti di questa formulazione?

Fosforo e potassio nella fioritura e nella qualità del frutto

Il potassio è tra gli elementi più studiati per il suo effetto sulla qualità finale del frutto. In uno studio sull’arancio dolce (Citrus sinensis) pubblicato su Horticulture Research, il potassio ha stimolato l’accumulo di zuccheri nel frutto aumentando il flusso di carbonio dalle foglie al frutto[1]. Nelle prove in campo dello stesso lavoro, la concimazione potassica ha aumentato il peso del singolo frutto, il numero di frutti per pianta e la resa complessiva[1]: si tratta però di una concimazione potassica dedicata, mentre in Power Green il potassio è al 7% di una formulazione distribuita ai dosaggi di etichetta richiamati in chiusura, molto inferiori a quelli sperimentali. Il fosforo, presente in Power Green al 12% come anidride fosforica, è tradizionalmente associato alla fioritura e allo sviluppo radicale: è opinione diffusa tra gli agronomi che un apporto di fosforo prontamente disponibile nelle fasi di pre-fioritura sostenga la formazione dei fiori, anche se l’effetto varia molto in base a coltura, stadio fenologico e fosforo già presente nel terreno.

Il boro, elemento chiave della fioritura

Power Green contiene boro solubile in acqua allo 0,03%. Si ritiene comunemente che il boro sia tra i micronutrienti più strettamente legati al successo della fioritura, per il suo ruolo nella germinazione del polline e nella crescita del tubetto pollinico, e che per questo la fase riproduttiva della pianta risenta della sua carenza più della crescita vegetativa. Uno studio su macadamia ha misurato un aumento della vitalità del polline del 95,7% e dell’allungamento del racemo fiorale del 24% nelle piante trattate con boro rispetto al controllo[2]. Nello stesso studio, l’applicazione di boro ha portato a una resa finale superiore del 43% e a un numero di frutti maggiore del 39%[2]. Quei numeri vengono però da un trattamento con boro somministrato appositamente nello studio: Power Green apporta boro ai dosaggi di etichetta, molto inferiori alle dosi sperimentali di quel lavoro.

Le alghe marine come biostimolante

Power Green include alghe marine tra i suoi componenti: l’etichetta si ferma a questa dicitura generica e non indica la specie, mentre la ricerca disponibile riguarda specie identificate. Il passaggio dalla dicitura di etichetta alla specie studiata non è documentato per il prodotto. È opinione diffusa che gli estratti di alghe brune siano tra i biostimolanti più studiati in orticoltura. In una sperimentazione di due anni su peperone e melanzana, l’applicazione fogliare di un estratto di Ascophyllum nodosum ha aumentato in modo significativo la resa totale dei frutti, soprattutto attraverso un maggior numero di frutti per pianta[3]. Gli autori stessi scrivono che la ragione dell’aumento del numero di frutti resta da chiarire e avanzano due ipotesi alternative: che l’estratto aumenti il numero di fiori, oppure che favorisca la formazione e il mantenimento dell’allegagione agendo su fattori come l’efficienza di impollinazione e fecondazione e la perdita precoce dei frutticini[3].

Gli acidi umici da vermicompost

Gli estratti umici da vermicompost sono il tratto distintivo dei fertilizzanti Fertek e in Power Green sono presenti allo 0,3%. Su riso, l’applicazione di acido umico estratto da vermicompost ha aumentato il peso secco delle radici del 27% e la lunghezza delle radici laterali del 20%[4]: lo stesso meccanismo è approfondito nel nostro articolo sugli acidi umici e fulvici da vermicompost. Un secondo lavoro, condotto su colza (Brassica napus), riporta nella sua discussione il meccanismo con cui il vermicompost aumenta l’assorbimento di fosforo: l’attivazione dei microrganismi del terreno, che rilasciano acidi organici e stimolano l’attività delle fosfatasi[5]. Gli stessi autori richiamano inoltre, dalla letteratura precedente, che all’aumentare della quantità di vermicompost nel substrato crescono in modo significativo i livelli di zinco, calcio e azoto nella parte aerea della pianta[5].

I microelementi chelati

Rame, ferro, manganese e zinco in Power Green sono presenti sia in forma solubile sia chelati con EDTA. Si ritiene comunemente che la chelazione serva a mantenere il microelemento disponibile per l’assorbimento fogliare o radicale, invece di precipitare o legarsi ad altri componenti della soluzione. In una prova su riso coltivato su suolo vertisolico in India centrale, la resa in granella è aumentata in modo significativo con l’applicazione fogliare di zinco chelato con EDTA, risultata superiore a tutte le altre fonti di zinco messe a confronto[6].

Nessuno di questi studi riguarda Power Green in quanto tale: parlano dei singoli componenti — potassio, boro, alghe marine, acidi umici da vermicompost, zinco chelato — su colture diverse (agrumi, macadamia, peperone e melanzana, riso, colza) e alle dosi proprie di ciascun esperimento. Oltre al prodotto e alla coltura, insomma, cambia anche la dose: Power Green fornisce questi elementi ai dosaggi di etichetta — da 200 a 300 grammi ogni 1.000 metri quadrati in fertirrigazione, da 50 a 100 grammi ogni 100 litri d’acqua in concimazione fogliare — quantità molto inferiori a quelle applicate negli studi citati. È opinione diffusa tra gli agronomi che riunire questi elementi in un’unica formulazione fogliare o fertirrigua produca un effetto complementare sulla pianta, più che la semplice somma dei singoli apporti, ma resta un’ipotesi di lavoro comune al settore, non un risultato sperimentale specifico su questo prodotto.

Bibliografia

Le affermazioni numerate rimandano alla fonte verificata qui sotto; le altre riportano posizioni condivise nella letteratura di settore, senza una citazione puntuale.

  1. [1] Wu K., Hu C. et al.. Potassium stimulates fruit sugar accumulation by increasing carbon flow in Citrus sinensis. Horticulture Research, 2024. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11540757/
    Citazione originale

    "The findings reveal that K stimulates fruit sugar accumulation by increasing carbon flow from source leaves to fruit in Newhall navel orange." (I risultati rivelano che il potassio stimola l’accumulo di zuccheri nel frutto aumentando il flusso di carbonio dalle foglie fonte al frutto nell’arancio Newhall navel.) — "Pot experiment results showed that K application induced fruit enlargement and color turning, which was consistent with the field experiment results that K application increased the single fruit weight, fruit number per plant, and yield of Newhall navel orange." (I risultati della prova in vaso hanno mostrato che l’applicazione di potassio ha indotto l’ingrossamento del frutto e il viraggio del colore, coerentemente con i risultati della prova in campo secondo cui l’applicazione di potassio ha aumentato il peso del singolo frutto, il numero di frutti per pianta e la resa dell’arancio Newhall navel.)

  2. [2] Zhou Z.-J., Zhao Z.-X. et al.. Boron Supplementation and Phytohormone Application: Effects on Development, Fruit Set, and Yield in Macadamia Cultivar 'A4' (Macadamia integrifolia, M. tetraphylla). Plants (Basel), 2025. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12389283/
    Citazione originale

    "Our findings revealed that B treatment significantly increased pollen viability (95.69% improvement) and raceme length (23.97% increase)" (I nostri risultati hanno rivelato che il trattamento con boro ha aumentato in modo significativo la vitalità del polline (miglioramento del 95,69%) e la lunghezza del racemo (aumento del 23,97%)) — "Notably, B application significantly improved total yield (43.11% increase) and fruit number (39.12% increase)" (In particolare, l’applicazione di boro ha migliorato in modo significativo la resa totale (aumento del 43,11%) e il numero di frutti (aumento del 39,12%)).

  3. [3] Staykov N., Kanojia A. et al.. Sustainable agriculture through seaweed biostimulants: a two-year study demonstrates yield enhancement in pepper and eggplant. Frontiers in Plant Science, 2025. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12450877/
    Citazione originale

    "ANE application significantly increased total fruit yield, primarily through higher fruit numbers per plant and, to a lesser extent, increased fruit size/weight, with hints to these effects traced back to earlier developmental stages." (L’applicazione di ANE ha aumentato in modo significativo la resa totale in frutti, principalmente attraverso un maggior numero di frutti per pianta e, in misura minore, un aumento della pezzatura/peso del frutto, con indizi che riconducono questi effetti a stadi di sviluppo precedenti.) — "Why ANE is causing increase in the fruit number, is a matter, deserving further investigation, although two main reasons might apply: 1. ANE causes an increase in the number of flowers, or 2. ANE enhances the process of formation and/or retention of fruit sets by influencing some of its required components, such as pollination/fertilization efficiency, fruit set abortion, early fruit set losses and further fruit survivability at later stages." (Perché ANE causi l’aumento del numero di frutti è una questione che merita ulteriori indagini, sebbene possano valere due ragioni principali: 1. ANE causa un aumento del numero di fiori, oppure 2. ANE migliora il processo di formazione e/o mantenimento dell’allegagione influenzando alcune delle componenti necessarie, come l’efficienza di impollinazione/fecondazione, l’aborto dell’allegagione, le perdite precoci di frutticini e la successiva sopravvivenza dei frutti negli stadi più avanzati.)

  4. [4] Faria de Souza A.F., Calderín García A. et al.. Humic Acid Regulates Root Growth through ROS-Dependent Pathway and Hormone Signaling in Rice. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2025. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12355950/
    Citazione originale

    "HA application increased root dry weight by 27% and lateral root length by 20%." (L’applicazione di acido umico ha aumentato il peso secco delle radici del 27% e la lunghezza delle radici laterali del 20%.) L’acido umico impiegato è estratto da vermicompost: "humic acids (HA) extracted from vermicompost" (acidi umici estratti da vermicompost).

  5. [5] Hemati A., Alikhani H.A. et al.. Effect of Different Enriched Vermicomposts, Humic Acid Extract and Indole-3-Acetic Acid Amendments on the Growth of Brassica napus. Plants (Basel), 2022. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8781061/
    Citazione originale

    "Vermicompost enhances phosphorus absorption by increasing phosphorus through activating microorganisms via secreting organic acids such as citric, glutamic, succinic, lactic, oxalic, malic, and fumaric acids or stimulating phosphatase activity" (Il vermicompost aumenta l’assorbimento del fosforo incrementando il fosforo attraverso l’attivazione dei microrganismi, che secernono acidi organici come citrico, glutammico, succinico, lattico, ossalico, malico e fumarico, oppure stimolando l’attività delle fosfatasi) — "It has also been observed that by increasing the amount of VC in the culture medium, the amount of elements such as zinc, calcium, and nitrogen significantly increase in the plant aerial parts" (È stato inoltre osservato che, aumentando la quantità di vermicompost nel substrato di coltura, la quantità di elementi come zinco, calcio e azoto aumenta in modo significativo nelle parti aeree della pianta). Entrambe le frasi sono riportate dagli autori dalla letteratura precedente (rispettivamente rif. [80] nella Discussione e rif. [12] nell’Introduzione), non sono misure proprie dell’esperimento su colza.

  6. [6] Kulhare P.S., Tagore G.S. et al.. Effect of foliar spray and sources of zinc on yield, zinc content and uptake by rice grown in a vertisol of central India (fonte consultabile solo in abstract). International Journal of Chemical Studies, 2017. https://chemijournal.com/archives/?ArticleId=416&issue=2&vol=5&year=2017
    Citazione originale

    "The rice grain yield significantly increased with the foliar application of Zn-EDTA over all the sources of Zn but the other Zn sources were found on par amongst themselves." (La resa in granella di riso è aumentata in modo significativo con l’applicazione fogliare di Zn-EDTA rispetto a tutte le fonti di zinco, mentre le altre fonti di zinco sono risultate equivalenti fra loro.)

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